![]() Nati stanchi, il debutto di Ficarra e PiconeI due comici palermitani ci provano sul grande schermo. Porteranno al cinema i personaggi che li hanno resi famosi in tv: due fannulloni senz'arte né parte. ![]() I protagonisti della storia, di cui siamo autori del soggetto, sono due fannulloni che fanno di tutto per rimanere tali. Spinti dalla famiglia e dalle fidanzate con le quali non intendono sposarsi, proveranno a cercare lavoro. Per esempio parteciperanno a concorsi fuori dalla Sicilia, ma soltanto con lo scopo di fare un viaggetto a Milano" spiega Valentino Picone sottolineando che, in ognuno dei loro personaggi, c’è sempre un pizzico della loro personalità. Il duo, infatti, conosciutosi in un Villaggio turistico durante una vacanza, fin ora ha interpretato, sia a teatro che in televisione, sempre ruoli che esasperano la nullafacenza, dagli eterni panchinari dell’Inter ai militanti di sinistra sfigati fino ai siciliani sempre stanchi e amanti dell’illecito. «L’idea di Nati stanchi, che uscirà nelle sale cinematografiche nel mese di marzo, – continua Picone – è nata a me e Salvo durante pomeriggi nullafacenti, guardandoci intorno e osservando gruppi di giovani felici di trascorrere il loro tempo al bar. Anche se può sembrare una parodia sulle nuove generazioni e sulla loro mancanza di volontà nel vivere quotidiano, il nostro intento è semplicemente quello di far ridere". Il film, prodotto dalla Rodeo Drive e distribuito dalla Zero Uno, è stato scritto da Giambattista Avellino e Francesco Bruni e diretto da Dominik Tambasco, regista salernitano premiato nel 1998 al Solinas per l’opera prima Giorni dispari con Sergio Rubini, Irene Ferri, Alessandro Haber e Alessia Fugardi. “Speriamo di non far stancare… il pubblico con il nostro film – scherza Picone – Siamo felicissimi di aver avuto l’opportunità di lavorare per il cinema e ci piacerebbe che il nostro sforzo fosse apprezzato, perché abbiamo lavorato tanto e anche in modo non usuale. Molte scene sono nate partendo dalla colonna sonora scritta dai Tinturia, gruppo palermitano, il cui pezzo forte è Sugno cunfuso e fuso, titolo che sintetizza al meglio lo stato dei due protagonisti”. |